IAL


La Mission

LIBERI DI... CRESCERE NEL LAVORO E NELLA PARTECIPAZIONE

Cambiano l'economia e la società, i ritmi dello sviluppo; cambiano il mondo del lavoro e del sapere e con essi cambiano le esigenze delle persone e si fa più forte, di fronte ad un futuro che sembra tutto da ridisegnare, il bisogno di ripartire dal lavoro, dal suo valore di autonomia, dignità e libertà, su cui si fonda il nostro patto di cittadinanza costituzionale.

Da quando il lavoro era solo "un mestiere", lo IAL ha accompagnato e assistito migliaia di giovani, di lavoratori, di cittadini, di imprese, ad attraversare questi primi cinquanta anni di straordinaria trasformazione del paese e della sua cultura economica e sociale, offrendo percorsi ed opportunità di crescita, professionale e personale, non subalterni alle mode o ai mercati ma frutto di un ascolto autentico dei bisogni e delle speranze delle persone, da consolidare in un vero progetto di vita attraverso l'azione formativa. Un'azione che, nel tempo, si è fatta via via più articolata, specializzata e innovativa, nelle metodologie e nelle tecniche, ma ciò che oggi come allora continua ad ispirare la nostra strategia e caratterizzare le nostre attività è la convinzione che la buona formazione è quella che mette al centro la persona, quella che parla il linguaggio della promozione, della tutela, della cittadinanza, che cerca di tradurre i vincoli in opportunità.

Una convinzione che si conferma in tutta la sua forza proprio mentre muoviamo da una crisi economica finanziaria inedita, per estensione ed intensità, verso una nuova prospettiva di crescita che sarà credibile, secondo la rinnovata strategia europea, se sarà "sostenibile, intelligente, inclusiva".

Crescere nel lavoro e nella qualità del lavoro, dunque, è la sfida ancora aperta da cui dipendono gli indispensabili recuperi di produttività e di capacità competitiva di tutto il sistema paese. Una sfida da affrontare dando priorità ed evidenza, nell'agenda politica ed istituzionale, al valore della formazione, alla sua qualità e al suo significato, non solo rispetto ai sistemi educativi ma anche per la società ed il mercato del lavoro, di asse portante di un sistema di tutele destinato a sostenere la crescita di ogni persona, attraverso opportunità di apprendimento progettate ed esigibili "long life" e "long wide" e, in particolare, capace di sostenere i lavoratori dentro e fuori i luoghi di lavoro, secondo quel modello di "welfare attivo" che rilegge le tradizionali politiche sociali passive all'insegna dell'attivazione, estendendo e combinando i dispositivi propri delle politiche attive (dall'incontro domanda-offerta all'intermediazione di lavoro, dall'orientamento alla formazione continua e permanente) valorizzando, nella loro progettazione ed erogazione, il ruolo sussidiario degli attori sociali, anche attraverso la bilateralità (enti bilaterali, fondi interprofessionali), che, nella cultura e nell'azione sindacale della CISL, rappresenta un esercizio di responsabilità complementare alla contrattazione e alla partecipazione.

Quando la formazione era solo "addestramento", lo IAL ha assunto come fondamento della sua azione una idea di formazione funzionale allo sviluppo della capacità complessiva delle persone di cercare di essere protagoniste del proprio destino, di utilizzare tutte le risorse cui è possibile avere accesso, di compiere scelte efficaci, con la maggiore consapevolezza possibile delle conseguenze che ne possono derivare per sé e per la società.

Essere espressione del mondo del lavoro ci ha dato il grande privilegio di vivere e crescere dentro la società reale, tra i giovani, tra i lavoratori, vicini alle imprese e alle loro istanze e nei territori. Ascoltandone i bisogni, rispondendo alle loro attese, è maturato ed è cresciuto il carattere fortemente sociale del nostro agire con cui abbiamo perseguito, in chiave complementare all'azione sindacale, quella necessaria compatibilità tra crescita economica, benessere, dunque partecipazione e coesione sociale, quale condizione essenziale per la "cittadinanza". Una cittadinanza sfidata, oggi: dalle nuove segmentazioni del mercato del lavoro; dalla debole partecipazione delle donne e, in particolare, dei giovani, bloccati in una eterna transizione apparentemente senza sbocchi al lavoro; dall'acuirsi, anche per gli effetti della crisi economica, delle difficoltà di reinserimento degli over50 e più in generale delle persone in mobilità.

Bisogni reali cui occorrono risposte reali e personalizzate. In termini di servizi di orientamento formativo e professionale e di matching domanda-offerta, di percorsi di formazione al lavoro e sul lavoro, di qualificazione, riqualificazione e riconversione professionale, di aggiornamento per profili e competenze specialistiche, anche elevate, fruibili anche attraverso modalità e-learning.

Fin da quando lo IAL era solo un "istituto", la nostra mission è stata una formazione efficace, aperta, di qualità, per le persone. Di fronte alle attuali sfide, ripartire dalle persone e dal lavoro impone una più forte capacità di leggere le tutele con logiche di innovazione, di allestire una rete di servizi per la formazione ed il lavoro con l'efficienza e l'efficacia del "mercato", ma al tempo stesso richiede una reale adesione ai valori della solidarietà e l'attenzione alla coesione sociale propria dell'azione sindacale. Per questo ripartiamo come impresa sociale, riconsegnando al nostro nome - Innovazione, Apprendimento, Lavoro - tutto il senso della nostra missione, l'orgoglio della nostra storia, il capitale esperienziale e professionale maturato, grazie alla diffusa presenza sul territorio nazionale e in importanti aree d'Europa, ai qualificati partenariati e collaborazioni con il mondo delle imprese, con il sistema universitario e della ricerca, anche internazionali.

Ripartiamo, ancora "Liberi di .... "

 

Per approfondire

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