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De Rita, perché lavorare fino a tarda età non sarà un bene

26/01/2012

Le misure previdenziali recentemente varate hanno cambiato profondamente la prospettiva lavorativa di ogni lavoratore. Raggiungendo la pensione sempre più tardi, cambieranno presto le nostre abitudini. Chi è riuscito ad andare in pensione prima della riforma, probabilmente, ha meno di 65 anni e può ancora programmare il suo tempo libero. La situazione sarà invece diversa per i lavoratori toccati dalle ultime riforma previdenziali.

Giuseppe De Rita, sociologo e presidente del CENSIS,  in un'intervista rilasciata a Famiglia Cristiana, spiega come cambierà la nostra vita, non solo dal punto di vista lavorativo, ma specialmente nel nostro privato: "In questo senso si parla di soggettività della vecchiaia. [...] Se una volta l'attività lavorativa produceva vecchiaia, oggi si può tranquillamente protrarre fino ai 70-75 anni e anche oltre". Per questo motivo, continua De Rita, la nuova previdenza, nata da preoccupazioni economiche e finanziare, non farà altro che spegnere "la programmazione dell'individuo".

Per approfondire

CISL Federazione Pensionati

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