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“Perché è solo la lingua che fa eguali”. Il racconto dell'evento promosso da IAL Emilia Romagna, IAL Nazionale e CISL Emilia Romagna in ricordo di Don Milani

Lo scorso 17 novembre IAL Emilia Romagna, IAL Nazionale e CISL Emilia Romagna hanno promosso una iniziativa di approfondimento in ricordo di Don Milani dal titolo “Perché è solo la lingua che fa eguali”.
L'evento è stato l’occasione per ripercorrere, attraverso la testimonianza di uno dei suoi primi alunni, Agostino Burberi, oggi Vice Presidente della fondazione Don Milani, l’esperienza della scuola di Barbiana, ribadendone il valore educativo a cinquant’anni dalla scomparsa del Priore che rese possibile questo piccolo ma eccezionale esperimento pedagogico. Una esperienza ancora oggi di grande attualità per realtà, come lo IAL, che si misurano con la sfida educativa e formativa con impegno e competenza.
Per Milani la scuola è il luogo in cui riscattare ed affermare la propria dignità, un luogo di inclusione e coesione sociale e, come tale, deve saper promuovere l’uguaglianza tra ragazzi appartenenti a classi sociali diverse, stimolando l’apprendimento e lo spirito critico di ciascuno, così da poter essere “sovrani” nel proprio paese.

Intervenuto alla tavola rotonda, il pedagogista Daniele Novara ha ribadito con forza come la scuola di Barbiana rappresenti una importantissima esperienza educativa, contraria al nozionismo e alla valutazione rigida dei ragazzi: una vera e propria comunità di apprendimento, una grande opportunità di emancipazione, che lo IAL ha dimostrato di aver compreso ed interiorizzato, riuscendo a mettere in pratica gli insegnamenti di Milani, con un approccio aperto e inclusivo nei confronti dei ragazzi che partecipano ai percorsi di istruzione e formazione professionale realizzati in tante regioni del nostro paese.
Secondo il Segretario Generale CISL Emilia Romagna Giorgio Graziani per non lasciare indietro nessuno bisogna dare pari opportunità a tutti: ciò significa per la scuola, ma parallelamente anche per il sistema della formazione professionale, un impegno a ridurre le disuguaglianze culturali, attraverso un approccio educativo basato sulla reciprocità e sulla valorizzazione delle potenzialità di ciascuno. Don Milani - ha ricordato il Segretario - ha preparato i suoi ragazzi affinché potessero guidare il proprio paese, promuovendo il benessere collettivo e la dignità di tutti. 


Dello stesso avviso Giuseppe Paruolo, Presidente della Commissione Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro della Regione Emila Romagna, per il quale oggi siamo davanti a tante nuove forme di povertà che ci impongono di r

ipensare e mettere in discussione gli strumenti e le strategie sinora adottate. La sfida, anche per gli attori del sistema della formazione professionale, è quella di contribuire con impegno e passione rinnovati alla costruzione di una società dove sia consentito a tutti, anche a chi parte da condizioni di oggettiva difficoltà economica e culturale, di potersi misurare con compiti ed esperienze altrimenti inaccessibili.

Un impegno che lo IAL Emilia Romagna porta avanti da anni e che, a detta del Presidente Francesco Falcone, trae forte ispirazione dal “modello milaniano”. Per Falcone infatti quella dello IAL è una missione a servizio dei giovani che va portata avanti con passione e dedizione: come la scuola, anche lo IAL è - così come insegnava Milani - un luogo di formazione, ma anche di progresso e di civilizzazione.
Considerazioni che hanno trovato il pieno sostegno di Stefano Mastrovincenzo, Amministratore unico dello IAL Nazionale, il quale, chiudendo i lavori, ha ribadito con slancio la piena adesione dello IAL ai valori della scuola di Barbiana, valori che hanno ispirato, sin dalla sua fondazione, anche la CISL. Ancoraggio alla realtà, forte dedizione per la propria missione pedagogica, mutuo insegnamento: la ricetta di Milani offre stimoli e suggestioni importanti a chi opera quotidianamente al servizio dei giovani e del loro futuro, ancor più in questo tempo della complessità e della vulnerabilità sociale. Imparare facendo insieme: questa - secondo Mastrovincenzo - la sintesi dell’esperimento pedagogico del Priore di Barbiana. Un’eredità straordinaria per le istituzioni scolastiche, per il sistema della formazione professionale, per i corpi intermedi, per lo IAL.

Qui di seguito l'intervento di Stefano Mastrovincenzo e alcune brevi interviste ai relatori intervenuti al convegno

 

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